Le tagliatelle al tartufo sono uno dei primi piatti più apprezzati e gustosi della cucina italiana. Rappresentano l’essenza della nostra terra e la semplicità della nostra tradizione culinaria.
La ricetta delle tagliatelle al tartufo è anche una delle più semplici e veloci da preparare: con pochissimi ingredienti preparerete un primo piatto profumato e raffinato.
Come tutte le ricette semplici e in apparenza banali, la buona riuscita della ricetta è data dalla buona qualità delle materie prime. Nonché dal rispettare di alcuni facili passaggi.
Ecco due trucchetti che dovete conoscere per cucinare il tartufo:
- il tartufo non va mai cotto, al limite solo scaldato per massimo due minuti poiché potrebbe perdere parte del suo aroma.
- se il tartufo fosse poco saporito (può capitare) per conferirgli più aroma si aggiunge una puntina di pasta di acciughe alla salsa.
La pasta d’acciughe infatti (in piccole quantità) aiuta ad esaltare il sapore del tartufo, soprattutto quando questo non è troppo aromatico.
Quindi una volta procurati gli ingredienti di qualità, del buon tartufo profumato, dell’ottimo olio extravergine d’oliva, dell’ottima pasta all’uovo, possiamo procedere a preparare le tagliatelle al tartufo.
Vediamo insieme i vari passaggi della ricetta per non sbagliare.
Oltre che per condire la pasta, con la salsa al tartufo che avete preparato, potete farcire delle gustosissime bruschette al tartufo o aggiungerne un paio di cucchiai allo spezzatino o prepararci una sublime frittata!

Curiosità e storia sul tartufo
I tartufi sono della specie di funghi detti ipogei, ovvero che crescono sottoterra, accanto alle radici di alberi o arbusti. Nello specifico è un fungo ipogeo (che cresce sottoterra) e che fa parte della famiglia delle Tuberacee. Ma attenzione: le tuberacee non sono tuberi, ma specie sotterranee con il corpo fruttifero a forma di tubero.
I tartufi vengono raccolti grazie all’utilizzo di cani addestrati che ne fiutano il profumo intenso o scavando semplicemente il terreno.
Una piccola curiosità: anticamente per la raccolta dei tartufi venivano impiegati dei maialini, molto golosi di tartufi, ma spesso non si faceva in tempo a togliere il tartufo dalla bocca dell’animale che se lo erano mangiato! Questa pratica attualmente è vietata.
Alcune specie di tartufo sono molto pregiate e assai costose come il noto tartufo bianco e il tartufo nero pregiato.
Lo scorzone invece che è il tartufo nero estivo, è più abbordabile e comunque molto saporito.
In Italia i tartufi sono presenti in molte regioni, anche se nel corso del tempo alcune aree si sono distinte non solo per l’ abbondanza e la qualità dei tartufi che producono ma anche per la capacità di creare un’economia attorno al mercato si questo pregiato fungo.
Sono celebri il Tartufo Bianco d’Alba, il Bianco di Acqualagna, il Nero di Norcia, il Nero di Bagnoli.
