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10 regole per risparmiare acqua in casa

10 regole efficaci per risparmiare acqua in casa, quali sono le buone pratiche per non sprecarla e avere vantaggi sulla bolletta!

10 regole per risparmiare acqua in casa

ll clima sta cambiando? No, il clima è già cambiato. Gli esperti ce lo dicono da anni, ne abbiamo spesso sentito parlare senza prestare la dovuta attenzione, ironizzando sull’argomento o addirittura denigrando chi evidenziava la gravità del problema e ne sollecitava con urgenza la soluzione.

Abbiamo sempre considerato la carenza idrica conseguente al surriscaldamento della terra come una emergenza che avrebbe coinvolto altre aree del pianeta e che noi, tutt’al più, avremmo visto soltanto di riflesso.

I fatti però, specialmente i più recenti, ci dimostrano che la questione è seria e sottovalutarla vuol dire avvicinarsi pericolosamente al punto di non ritorno.

Trovare una soluzione è ovviamente assai complesso, ci sono aspetti che vanno oltre le sfere di intervento dei singoli governi necessitando impegni ed interventi in ambito internazionale.

Ciò tuttavia non ci rende impotenti di fronte al problema. Infatti ci sono gesti e attenzioni che ognuno di noi può adottare in ogni momento della giornata contribuendo, con un minimo sforzo, a migliorare la vita nostra e di chi ci sta intorno. E avere un ritorno anche in bolletta!

Ci siamo mai chiesti quanta acqua utilizziamo nel corso della giornata? E, soprattutto, ci siamo mai chiesti se “utilizzare”, considerato l’uso che ne facciamo, sia il verbo più pertinente?

Pensiamoci un attimo. Nel lavarci le mani, una volta insaponate, chiudiamo il rubinetto mentre le strofiniamo? Se non lo facciamo, ci siamo mai chiesti a cosa serve l’acqua che nel frattempo finisce nel lavandino? E a cosa sarebbe servita se fosse rimasta nel rubinetto? E’ solo un esempio ma, riflettendoci un po’, di casi analoghi ce ne sono a dozzine e mettendoli insieme si ha la risposta alla domanda di prima: NO. Il verbo più adatto non è “utilizzare”. Nella gran parte dei casi il verbo da usare al suo posto è… sprecare!

Con pochi, piccoli accorgimenti si può evitare di farlo: risparmiare acqua si può spendendo solo qualche minuto in più!

Ecco quali sono le 10 regole per risparmiare acqua in casa

  1. Controlliamo periodicamente l’impianto idrico per evitare che ci siano perdite.
    Dispersioni anche minime di acqua protratte nel tempo generano sprechi rilevanti. Il caso tipico è quello della cassetta del water: la strisciolina sottile di calcare che spesso si forma in verticale è la prova di una fuoriuscita costante di acqua. Non la si nota perché è quasi impercettibile alla vista ma nel lungo periodo provoca un inutile spreco. Per monitorarla basta poggiare un foglio di carta assorbente sullo smalto del wc a distanza di qualche ora dall’ultimo scarico: se rimane asciutto, nessun problema; se invece si inumidisce e la porzione bagnata si espande vuol dire che dalla cassetta dello scarico defluisce dell’acqua. Perdite d’acqua, spesso trascurate, si verificano anche per il logoramento delle guarnizioni dei rubinetti; quando chiuderli serrando al massimo non basta più è il caso di sostituirle.
  2. Cerchiamo di utilizzare uno sciacquone a sistema differenziato, con doppio pulsante. Le normali cassette di scarico del water hanno una capacità di 12 litri, che, ad ogni scarico vengono rilasciati. Nei negozi di idraulica e sanitari sono in vendita sistemi che liberano a scelta 6 o 12 litri d’acqua. Si risparmia così moltissima acqua.
  3. Installiamo dispositivi che riducono il flusso di acqua: a monte dell’impianto, appena dopo il contatore, è possibile applicare un riduttore di pressione che in molti casi, senza compromettere la funzionalità degli elettrodomestici presenti in casa, contribuisce a moderare la quantità di acqua in uscita dai rubinetti.
    Stesso discorso vale per i filtri: con i modelli “aerati” si ottiene un getto molto più ridotto rispetto ai modelli tradizionali. Per quanto riguarda il WC, una opportuna inclinazione dell’asta che sostiene il galleggiante consente un minore riempimento della cassetta dello sciacquone e quindi un risparmio di acqua in ogni suo utilizzo. Farlo è semplicissimo: basta solo piegare l’asta verso il basso avendo cura di non far leva sul galleggiante.
  4. Riduciamo la quantità di acqua al minimo necessario per ogni singolo utilizzo.
    In genere si tende ad aprire il rubinetto sempre allo stesso modo (cioè quasi al massimo) indipendentemente dal motivo per cui ci troviamo a farlo, eppure non tutte le faccende richiedono un getto d’acqua alla massima pressione. Può avere un senso, ad esempio, per il pentolone della pasta: per bollirla serve una certa quantità e aprire al massimo il rubinetto consente di riempirlo in meno tempo. Ma quando sciacquiamo la frutta? Quando laviamo i piatti? Sono molte le cose che possono farsi con un getto ridotto o addirittura tenuto al minimo: si risparmia acqua spendendo solo qualche minuto in più!
  5. Una buona abitudine è quella di riutilizzare l’acqua ogni volta che è possibile.
    Sembra complicato ma nella maggior parte dei casi è sufficiente dotarsi di un contenitore (per esempio una conca per il bucato) di dimensioni poco inferiori rispetto al lavabo in modo da poter essere facilmente inserita e tolta garantendo al tempo stesso una comoda manovrabilità degli oggetti. Una volta piena, la si svuota in un contenitore più capiente in cui si accumula per altri diversi usi (ad esempio per scarico nel wc) o la si utilizza direttamente (ad esempio per irrigare). Stesso discorso vale per l’acqua di condensa dei condizionatori, per il cambio d’acqua nelle vasche dei pesci, per l’acqua usata in cottura e così via. Poche gocce ogni volta che però, messe insieme, fanno torrente.
  6. Con qualche piccola attenzione si può anche recuperare l’acqua non proveniente dalla rete idrica, che nella maggior parte dei casi va dispersa. L’acqua piovana ad esempio si può accumulare in contenitori, facendovi confluire anche quella delle grondaie, per irrigare vasi e giardini.
  7. Anche nella cura dell’igiene personale si può agire con parsimonia. La cosa più importante da fare è chiudere il rubinetto quando l’acqua non serve, cioè aprirlo solo quando l’acqua entra in contatto con la nostra pelle. Nel lavaggio del corpo poi, al bagno nella vasca è preferibile l’uso della doccia.
  8. Utilizziamo meno sapone, meno shampoo e meno detersivi schiumogeni per poi non dover risciacquare ore e ore.
  9. Qualche accortezza nell’utilizzo degli elettrodomestici può essere più utile di quanto non si pensi. Avviare la lavatrice con il cestello riempito a metà, a conti fatti, comporta un dispendio di acqua ed energia di cui si può fare a meno semplicemente aspettando un po’ di tempo in più. Idem per la lavastoviglie, che è opportuno avviare solo quando il carico è completo rimuovendo possibilmente lo sporco con qualche tovagliolo di carta anziché fare un prelavaggio sotto il rubinetto.
  10. E in attesa dell’acqua calda? Non ci si pensa mai ma il più delle volte aprire il miscelatore verso il lato contrassegnato in rosso non serve a niente. Spesso, specie in cucina, si usa il lavello per pochi brevi istanti e poiché il bruciatore della caldaia impiega svariati secondi prima di produrre il suo effetto, sentiamo freddo alle mani anche se abbiamo aperto l’acqua calda. Aspettare il calore vuol dire sprecare acqua, non aspettarlo vuol dire sciupare energia perché la caldaia è comunque entrata in funzione. Meglio quindi, per usi frequenti e brevi, girare il miscelatore verso il lato segnato in blu.
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