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Giorno del Ringraziamento: origini, curiosità e menù

Scopriamo le origini di questa ricorrenza, le curiosità e qual è il tradizionale menù del Thanksgiving Day.

Tra le innumerevoli ricorrenze che durante l’anno si susseguono negli Stati Uniti d’America, il Thanksgiving Day (meglio conosciuto da noi come “il Giorno del Ringraziamento”) è senza dubbio quella più famosa ed anche la più sentita da tutti.

Le origini di questa ricorrenza sono assai lontane. La tradizione la fa infatti risalire all’inizio del secondo ventennio del XVII secolo con la migrazione di una comunità di coloni inglesi che per motivi religiosi dovettero abbandonare la casa natia cercando una nuova vita nelle terre del Massachussets. Terre che, a malincuore, scoprirono meno generose di quanto auspicavano non consentendo alle sementi (portate con sé dalla patria) di attecchire e fornire i prodotti con cui sostentarsi costringendoli ad un periodo di fame e di stenti.

In loro soccorso intervennero i nativi americani che suggerirono cosa coltivare e quali animali allevare: granturco e tacchini. Il consiglio si rivelò provvidenziale; infatti i raccolti furono abbondanti e gli allevamenti prosperarono di animali, tanto che fu indetta una giornata di festa per solennizzare la gratitudine verso Dio (per il cibo) e verso i nativi (per i consigli). Ringraziare una volta l’anno divenne una tradizione sempre più sentita e via via si estese all’intero territorio confederale. 

Perchè si mangia il tacchino nel Giorno del Ringraziamento?

Attualmente il Giorno del Ringraziamento si festeggia il quarto giovedì del mese di novembre. Il tacchino ne è sempre stato, e continua ad esserlo, elemento caratterizzante per il chiaro richiamo all’origine della ricorrenza.

Nel 1963 il Presidente John Fitzgerald Kennedy con un gesto dalla forte valenza simbolica scelse di NON mangiare il tacchino donatogli dalla National Turkey Federation. Inaugurando così una tradizione (conosciuta come National Thanksgiving Turkey Presentation) che vede il Premier “graziare” l’animale destinato alla tavola presidenziale ed insignirlo dell’onore di aprire la parata sulla Main Street di Disneyland. La grazia, a dire il vero, è concessa non ad uno ma a due esemplari, per scongiurare il rischio che un imprevisto privi la parata del suo attore principale.

Una tavola imbandita nel Giorno del Ringraziamento

Qual è il menù tradizionale del Giorno del Ringraziamento?

Il riferimento al senso e all’origine della ricorrenza è riscontrabile anche nel menù che in questo giorno di festa caratterizza le tavole degli americani. 

  • A farla da padrone è (non potrebbe non esserlo) il tacchino; si stima che se ne consumino per questa ricorrenza non meno di 40 milioni. Cucinato con il tipico ripieno, è un piatto tradizionale assai diffuso anche oltre il continente americano (vedi la ricetta del tacchino ripieno). 
  • Un forte legame con la tradizione è espresso da un altro cibo che non può mancare nelle case americane durante il Thanksgiving Day: il Cornbread. E’ una specie di pane al mais dalla consistenza piuttosto morbida, usato per accompagnare la carne e per raccogliere le salse e i sughi. Non è facilmente reperibile da noi per via degli ingredienti particolari che ne caratterizzano la lavorazione (soprattutto il buttermilk, che ricorda il nostro latticello). La presenza del mais utilizzato per produrre la farina dell’impasto (detta cornmeal, anch’essa non facile da trovare), è un netto richiamo alle vicissitudini dei coloni e alle loro interazioni con i nativi americani. 
  • Immancabile è la Salsa Gravy. Tipica della tradizione anglosassone, poi trapiantata anche negli States, si ricava dal fondo di cottura della carne. L’impiego di burro e farina (mix di ingredienti comunemente definito roux) le conferisce una consistenza piuttosto densa e la rende assai ben abbinabile ai cibi arrostiti perché oltre ad intensificarne il sapore consente di mantenerne a lungo la morbidezza.
  • Non si può dire di rispettare la tradizione se in tavola mancano le Patate dolci al forno. Dolci non è un modo di dire: è la nota di sapore che contraddistingue le patate americane, riconoscibili anche per il colore della polpa tendente all’arancione e per la scorza che richiama i toni del viola.
  • La zucca, altro prodotto tipico delle terre americane, non può mancare fra gli ingredienti che arricchiscono la tavola nel giorno del Thanksgiving Day. Durante il pasto viene servita sotto forma di Purè, cremoso e vellutato, da gustare da solo, con qualche tocco di Cornbread o spalmato a piccole dosi sull’arrosto di tacchino. A fine pranzo invece addolcisce il palato con la famosa Pumpkin Pie: un ripieno morbido e delicato di crema di zucca speziata con noce moscata, zenzero, chiodi di garofano e cannella sotto una crosta croccante di brisèè… il modo migliore per concludere la mangiata!
  • E se è rimasto ancora un po’ di appetito, a corollario della maratona culinaria ci si può deliziare con gli altri dolci che hanno segnato la storia della gastronomia americana: la Apple Pie, tipica torta di mele con aroma di cannella; la Pecan Pie, una sorta di crostata farcita con noci pecan e sciroppo d’acero (generalmente servita fredda, guarnita con un po’ di gelato e/o panna montata); o i Cinnamon muffin, dolcetti morbidi all’aroma di cannella con in cima una crosticina croccante di granella di biscotti.

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